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Cosa sta succedendo a Shutterstock?

Shutterstock era l’agenzia microstock migliore fino a poco tempo fa. Scopri cosa è successo e cosa ci sarà da aspettarsi in futuro.

Se stai leggendo questo articolo immagino che tu sia in qualche modo interessato al mondo del microstock o in generale della vendita di foto e video su internet. Probabilmente avrai anche sentito del recente terremoto che ha colpito i fotografi che come me caricano i propri contenuti su Shutterstock.

Se invece per qualche strano motivo non ne sei a conoscenza, in questo articolo faccio un po’ il punto della situazione.

Cosa è successo a Shutterstock?

Per farla breve Shutterstock è da tempo l’agenzia Microstock migliore e io stesso ho contribuito a far registrare circa 5000 fotografi. Dico questo non per vantarmi ma per farti capire quanto sia dispiaciuto/infuriato da quello che sta succedendo.

Il 27 Maggio apro Gmail e ricevo questo messaggio:

Già leggendo la prima riga ho capito che si trattava di una brutta notizia, ma non avevo idea di quanto brutta sarebbe stata e di quanto avrebbe influito sulle vite di migliaia di persone che guadagnano principalmente con Shutterstock.

In poche parole fino al 1° Giugno 2020 i guadagni erano relativi alle vendite totali dal momento dell’apertura dell’account. Ogni fotografo veniva pagato inizialmente un minimo di 0,25$ per foto. Questa cifra veniva poi incrementata gradualmente con l’aumentare delle vendite fino a raggiungere 0,38$ una volta superati i 10.000$ guadagnati.

Questo però senza contare le licenze estese e altri tipi di vendite in cui una foto poteva essere pagata da pochi dollari a oltre 100$ (per singola foto).

Come puoi notare si sta parlando di prezzi già molto bassi, ma il vantaggio del microstock è la possibilità di vendere gli stessi contenuti migliaia di volte.

Con una manovra estremamente sciagurata e poco lungimirante, il nuovo CEO di Shutterstock Stan Pavlovsky ha però deciso di cambiare il modello di commissioni tagliando di circa il 70% i guadagni dei fotografi, senza però ridurre i prezzi di vendita delle foto. Il tutto mandando un’email a tutti i fotografi con ben 6 (S-E-I) giorni di anticipo!

Il nuovo modello di commissione è il seguente:

Come se non bastasse la riduzione delle commissioni, il nuovo modello non è più calcolato in base alle vendite totali, ma si riazzera per tutti i fotografi a partire dal 1° Gennaio:

On June 1, you will be placed in an Image Level and a Video Level based on your download count so far in 2020. The email you receive today will let you know which levels you are in as of this morning.

How does it work?

These new levels are based on the number of times your content is licensed rather than your lifetime earnings. All contributors reset to level 1 for both images and videos every year on January 1st. There are separate levels for images and for videos, and you graduate through them independently based on your download count in each category.

Traducendo tutto in termini comprensibili: tutte le foto, o quasi, producono un guadagno netto di 0,1$ (DIECI CENTESIMI). Anche i fotografi che vendono migliaia di foto al mese inizieranno ogni anno, a partire dal 1° Gennaio, con questo prezzo base, e potranno poi guadagnare di più, ma si parla comunque di prezzi massimi di circa 0,17$ per foto.

Cosa non va?

I motivi delle critiche sono molti e per farla breve sono i seguenti:

  • I cambiamenti sono stati comunicati con solo 6 giorni di anticipo senza dare tempo a nessuno di trovare altre fonti di guadagno alternative.
  • Totale mancanza di comunicazione con i fotografi alcuni dei quali si sono visti chiudere i propri account solo per aver fatto delle domande.
  • Prezzo di vendita calcolato non in base alle vendite dell’anno precedente ma semplicemente resettato ogni 1° Gennaio.
  • Guadagni netti effettivamente ridotti di circa il 70%.
  • L’ipocrisia di Shutterstock che cercando di vendere la notizia come una cosa positiva dice che questo nuovo modello “aiuterà a creare opportunità migliori per tutti i fotografi e premierà le performance”.
  • Questa decisione arriva durante un periodo particolarmente difficile soprattutto per i fotografi a motivo del Covid-19.

La reazione dei fotografi e la risposta di Shutterstock

La reazione dei fotografi non si è fatta attendere:

  • Il forum ufficiale è stato inondato di post da migliaia di contributors imbestialiti dalla decisione, al punto che è stato limitato il numero di post per utente a 2 al giorno.
  • Sono nati subito gruppi facebook come questo dove i fotografi stanno cercando di fare un fronte unito e decidere come procedere da qui in avanti mentre altri ne parlano sul forum dedicato al microstock.
  • Gli account ufficiali di Shutterstock su tutte le piattaforme social media sono stati presi d’assalto con commenti di protesta.
  • Migliaia di fotografi hanno iniziato a disattivare i loro portfoli (mentre altri si sono visti disattivare le immagini direttamente da Shutterstock a motivo dei loro commenti di protesta).

Anche diversi siti nel settore come Fstoppers, Petapixels e Insideimaging ne hanno parlato.

Qual è stata la reazione di Shutterstock? In pratica nessuna. Fino ad ora è stato creato un post molto generico su Facebook che non ha fatto che irritare ancora di più i fotografi:

Perchè questa mossa?

Shutterstock, e tutte le altre agenzie di microstock, hanno basato il loro modello di business sul profitto ottenuto grazie a contenuti che NON gli appartengono: in pratica senza i fotografi possono chiudere baracca e burattini.

Verrebbe dunque da pensare che una mossa simile, che in pratica antagonizza chi crea il valore dell’azienda, sia un vero e proprio suicidio, ma come sempre le cose sono un po’ più complicate.

Innanzitutto il numero totale di contenuti su Shutterstock mentre sto scrivendo questo articolo supera i 325 MILIONI. Anche se dal 1° Giugno diversi milioni di foto sono state eliminate si tratta comunque di una goccia nell’oceano.

Detto questo bisogna tenere presente che non tutte le foto sono vendibili. Ci sono decine di milioni di foto che non hanno nessun potenziale di vendita e non fanno altro che far perdere soldi a Shutterstock (avere contenuti digitali sui propri server costa soldi reali). Inoltre I fotografi più attivi sono quelli che creano i contenuti migliori che vendono e che creano il vero valore di Shutterstock, e sono proprio loro quelli che stanno cancellando le foto e abbandonando la piattaforma.

Quindi anche se il numero di contenuti è altissimo, questo di per se non vuol dire nulla. Inoltre, credo che il vero esodo da Shutterstock sia solo iniziato: molti fotografi non frequentano i forum o Facebook e si renderanno conto di questo cambiamento con il prossimo pagamento o magari il prossimo Gennaio.

In ogni caso senza fotografi Shutterstock NON esiste.

Quindi perchè è stata fatta una scelta tanto azzardata? Ci sono molte teorie al riguardo.

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Ad Aprile il fondatore di Shutterstock Jon Oringer ha lasciato il posto a Stan Pavlovsky, responsabile di quello che sta succedendo. Oringer ha ancora circa il 40% delle azioni ma da allora ha iniziato a venderne (senza però esagerare probabilmente per non insospettire i mercati).

La mossa di Stan Pavlovsky sembra in tutto e per tutto ideale per consolidare i guadagni a breve termine (ridurre le commissioni fa scappare i fotografi ma non i clienti e ci vuole qualche mese prima che l’inversione di tendenza sia evidente anche nei guadagni). Da notare che una percentuale dello stipendio di Pavlovsky è legato al valore delle azioni.

Questo potrebbe dare il tempo per far vedere agli azionisti nel futuro più immediato che il business genera profitti e potrebbe essere il momento ideale per vendere completamente (o fondere) Shutterstock ad un’altra società.

Questo sembra essere confermato dalla risposta dei mercati, anche se onestamente è ancora troppo presto per trarre una conclusione. Il prezzo delle azioni comunque conferma che il valore di un’azienda quotata in borsa è completamente scollegato al suo valore reale: se Shutterstock non cambia è destinata a chiudere.

Cosa succederà da qui in avanti?

Personalmente credo che Shutterstock non abbia molte opzioni.

Se il piano della dirigenza è veramente quello di liberarsi dell’azienda il prima possibile, non cambierà nulla. Le proteste verranno semplicemente ignorate e si procederà come se nulla fosse, per lo meno per qualche mese, fino a quando tutti i clienti principali si sposteranno su altre piattaforme ma allora immagino che Shutterstock sia già stata venduta al nuovo acquirente.

Se si tratta semplicemente di una mossa da parte di un CEO genuinamente incapace di gestire un’azienda (opzione non da escludere), e Pavlovsky non sa come funziona il mondo del microstock, allora immagino che Shutterstock sia obbligata a fare marcia indietro. Cambiare il modo in cui le commissioni vengono calcolate al termine dell’anno non sarà abbastanza. L’unica strada accettabile da chi ha lasciato Shutterstock è quella di offrire delle scuse formali e ristabilire il modello di commissioni precedente. Non è neanche detto che questo sia sufficiente: molti l’hanno presa come una questione personale (e di fatto lo è) e non torneranno mai indietro.

Cosa possiamo fare?

Se sei un contributor di Shutterstock puoi disattivare il tuo portfolio andando nel menù Impostazioni. Non è necessario cancellare le foto, ma si possono disattivare i propri contenuti, in attesa della prossima mossa di Shutterstock.

Io ho chiesto spiegazioni direttamente a Stan Pavlovsky attraverso Twitter e questa è stata la sua risposta:

Questo comportamento mi fa propendere verso l’idea che si tratti di un CEO semplicemente incapace di fare il proprio lavoro, forse scelto come pedina da sacrificare.

Quali sono le alternative a Shutterstock?

Nel blog ho creato una pagina apposta dove parlo delle migliori agenzie in cui vendere foto. La realtà dei fatti è però che Shutterstock al momento non ha alternative migliori, per lo meno in termini di volumi di vendita. L’agenzia che gli si avvicina di più è Adobe Stock ma per ora non accetta foto Editoriali e questo limita di moltissimo le possibilità di vendita.

E’ difficile prevedere cosa succederà da qui in avanti nel settore del microstock ma se tutti i fotografi non fanno un fronte unito immagino che le altre agenzie si adatteranno alla scelta di Shutterstock.

Recentemente gli NFT sono diventati un nuovo strumento per monetizzare le proprie opere. Ne ho parlato in maniera molto dettagliata in questo articolo (qui la mia prima serie NFT). Qui invece trovi la mia recensione a Sloika, uno dei markeplace migliori per vendere foto come NFT.

Ho sempre sconsigliato la vendita di foto su una singola agenzia dando l’esclusiva ma se questo è il futuro che ci aspetta forse è ora di iniziare a prendere in considerazione anche questa opzione. Magari iniziando con Alamy, un agenzia che ha volumi di vendite bassi ma prezzi molto più alti.

2 commenti su “Cosa sta succedendo a Shutterstock?”

  1. ALESSIO

    Ottimo articolo. Mi rimane una domanda. E quindi i soldini che sono rimasti su Shutterstock? Li salutiamo da lontano? Temo la risposta…

    1. Il minimo payout è 35$. Se pensi di raggiungerlo in un mese magari aspetta fine mese e poi disattiva tutto.

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