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“Loto d’Oro”: le ultime donne in Cina con i Piedi Fasciati

  • Ufficialmente vietata nel 1912, la fasciatura dei piedi era una pratica che consisteva nel deformare in modo permanente i piedi di decine di milioni di giovani ragazze cinesi. Le donne con piedi piccoli erano considerate più belle.
  • Oggi sono ancora vive pochissime di queste donne, principalmente nella provincia dello Yunnan, uno degli ultimi posti in Cina dove questa pratica è stata vietata.
lotus feet china

L’origine della fasciatura dei piedi è incerta, ma si dice che sia stata ispirata da una ballerina di corte del decimo secolo di nome Yao Niang che fasciò i suoi piedi a forma di luna nuova. La danza di Yao Niang fu così aggraziata che altri cercarono di imitarla. La fasciatura dei piedi fu poi replicata da altre donne dell’alta borghesia. La pratica si diffuse e divenne lentamente uno status symbol tra l’élite.

Per le famiglie con figlie in età da matrimonio, la dimensione del piede significava la possibilità di aumentare lo status sociale. La sposa più desiderabile possedeva un piede di tre pollici cinesi (11 cm), noto come “loto dorato”. Andava bene avere piedi di 4 pollici (chiamati “loto d’argento”), ma i piedi di 5 pollici o più erano chiamati “loto di ferro” e le prospettive di matrimonio per una ragazza del genere erano molto limitate.

È stato stimato che nel XIX secolo circa il 40% di tutte le donne cinesi aveva i piedi fasciati, percentuale che cresceva sino a quasi il 100% tra le donne dell’alta borghesia.


Loto d’oro

foot binding

“Non ho soldi da darti, mi dispiace” continua a ripetere Xiu Ying* mentre cerco di spiegarle che non deve pagarci per le foto che sto per scattare e mi scuso per l’intrusione.

“Wo mafan ni” – “Ti sto causando troppi problemi” risponde Xiu in dialetto yunnanese, mentre entra nel monolocale che condivide con la figlia a Kunming, la capitale dello Yunnan.

Mentre aspetto che si cambi le scarpe, dalla piccola finestra del suo appartamento vedo che non ci sono molte cose all’interno della stanza: solo un letto a castello, un tavolino e pochi altri oggetti sparsi in disordine sul letto. Subito fuori c’è un tavolo con una vecchia macchina da cucire e un lavandino per lavare i panni.

Xiu Ying è nata nel 1942 vicino alla città di Quxing, tradizionalmente una parte molto povera dello Yunnan, e ora al centro dei programmi governativi di riduzione della povertà.

*I nomi sono stati cambiati.

small feet

“Mia figlia mi ha portato a Kunming ma io voglio tornare a Quxing. Sono già passati 10 anni da quando mi ha trasferito qui” dice Xiu Ying.

La figlia lavora come custode in un parcheggio privato, alla periferia di Kunming.

Ci sono molte domande che voglio fare a Xiu: “Ti ricordi quando hanno iniziato a fasciarti i piedi? Quanto è stato doloroso? Sei mai stata arrabbiata con i tuoi genitori per avertelo fatto?”, ma sembra molto nervosa e non intenzionata ad aprirsi con uno straniero.

bound feet

Finisco di scattare le ultime foto e mentre stiamo per andare via, lei rompe improvvisamente il silenzio: “Guarda cosa mi hanno fatto quando avevo 4 anni. Riesco a malapena a camminare e non riesco nemmeno a stare dritta in piedi”.


Loto di ferro

“Sono brutta e vecchia, non voglio essere fotografata” continua a ripetere Ying Yue, alzandosi dal piccolo sgabello di legno scomodo su cui passa le sue giornate non lontano dal centro di Kunming.

Sinceramente sono un po’ imbarazzato e non so cosa sia culturalmente appropriato in una situazione come questa, ma sua figlia mi rassicura che sua madre “è solo un po’ scontrosa oggi” ed “è felice di parlare con qualcuno”.

lotus feet bound feet

Mentre ci dirigiamo lentamente verso l’esterno, la figlia spiega che Ying Yue aveva 3 anni quando i suoi genitori iniziarono a fasciargli i piedi. Avere i piedi piccoli le avrebbe garantito un marito e dei figli, ma Ying Yue non sapeva che in pochi anni sarebbe cambiato tutto.

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Ying Yue è nata nel 1935, 23 anni dopo che la fasciatura dei piedi fu ufficialmente vietata in Cina. Purtroppo, in alcune zone remote, come la provincia dello Yunnan, ha continuato ad essere praticata fino agli anni Cinquanta. L’ultimo nuovo caso fu segnalato nel 1957.

Nel 1945 il bando fu applicato anche a Qujing (曲靖) città natale di Ying Yue, la stessa zona in cui è nata anche Xiu Ying.

Lacrime rigano le guance di Ying Yue mentre ricorda il dolore durante il suo primo giorno di lavoro in campagna quando aveva circa 10 anni. I suoi piedi non erano più adatti a camminare per lunghe distanze nè tantomeno per lavorare nei campi. Per permetterle di lavorare i suoi piedi furono “aperti”, una pratica che cercava di riparare i danni fatti alle dita dei piedi ma che in realtà non faceva altro che causare più dolore.

lotus feet lady

Mentre parliamo con Ying Yue, lei dice qualcosa che mi lascia senza parole: “Mi dispiace che i miei piedi non siano piccoli come quelli di mia madre”.

lotus feet china yunnan kunming

“Portami le scarpe più belle”, Ying Yue ordina a sua figlia mentre io scatto altre foto e lei si lamenta che la stoffa non è di buona qualità, intimorita che le foto non vengano bene.

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“Molto meglio, ma a casa ne ho un altro paio ancora più belle, la prossima volta te lo mostro” ci dice con orgoglio. Nel 1999 fu chiuso l’ultimo calzaturificio che produceva scarpe di loto.

Come la maggior parte delle persone della sua generazione, Ying Yue ha vissuto una vita molto difficile. È nata in uno dei luoghi più poveri della Cina e oltre a sopravvivere a diverse guerre, ha perso 5 figlie, 3 figli e anche suo marito. A 60 anni ha avuto un incidente che le ha danneggiato permanentemente le gambe e ha perso la vista da un occhio. Oggi ha solo una figlia, che si prende cura di lei mentre lavora come custode in un bagno pubblico.

lotus feet piedi di loto fasciati

Mentre cerco di fare altre domande su com’è vivere con piedi così piccoli, scoppia di nuovo a piangere: “Non ho più niente per cui valga la pena vivere”. La figlia cerca inutilmente di calmarla.

Ying Yue non sembra essere troppo preoccupata di aver avuto i piedi fasciati quando era giovane: il suo principale rimpianto è quello di non avere un figlio maschio ancora in vita. Questa mentalità è ancora molto comune in Cina, soprattutto per chi ha vissuto gli anni della politica del figlio unico.

“Hai pagato il fotografo?” Ying Yue chiede alla figlia con tono serio mentre ci prepariamo a partire. Cerchiamo di spiegare che è un piacere per noi essere lì, ma lei sembra non capire.

Diciamo addio a Ying Yue, una delle ultime donne ancora in vita ad avere i piedi fasciati, vittima di una pratica che per fortuna non esiste più.

Aiutata dalla figlia, si allontana lentamente cercando di mantenersi in equilibrio. Non troppo lontano da noi, una giovane donna d’affari passa al volante della sua nuova Maserati.

lotus feet woman

Ying Yue e le altre donne che ho fotografato sono la prova vivente di quanto le condizioni delle donne in Cina siano migliorate negli ultimi decenni, anche se purtroppo c’è ancora una grande disuguaglianza di genere.


Un grande ringraziamento ai miei amici Jack e Sebastian. Senza di loro non avrei potuto raccontare questa storia, e grazie anche a Pavel Toropov per avermi aiutato con l’editing del testo. Le immagini sono disponibile su Alamy con licenza RM.