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Alamy Stockimo – l’App per vendere foto

Stockimo è la nuova app di Alamy per vendere foto. In questo articolo spiego come funziona.

Dopo Getty Images anche Alamy si butta nel mercato della vendita foto attraverso dispostivi mobili come smartphone e tablet.

Alamy è una delle più grandi agenzia di vendita foto al mondo e immaginavo che prima o poi anche loro avrebbero seguito l’esempio della concorrenza. Alamy è anche una delle agenzie che consiglio se vuoi iniziare a vendere foto, perchè è una di quelle che tratta meglio i fotografi (in termini economici).

La nuova app si chiama Stockimo ed è collegata direttamente con la rete di vendita del sito. Questo significa che il prezzo di una foto scattata con lo smartphone è identico a quello di una foto scattata con una reflex da 5000 €.

Sinceramente questa scelta mi ha lasciato un po’ perplesso. Come sa bene chi collabora con Alamy, i volumi di vendita nel sito non sono eccezionali e sono curioso di vedere se questa idea (non differenziare il prezzo in base alla qualità effettiva delle foto) risulterà vincente.

Come funziona Stockimo

I termini del contratto per l’utilizzo di Stockimo sono disponibili qui.

In breve:

  • per chi ha già un account con Alamy le commissioni sulla vendita sono invariate: il 40% sul prezzo pagato dal cliente. Per i nuovi contributor di Stockimo il guadagno sarà del 20%
  • al momento dell’upload dovrai indicare se la foto è un file editoriale o commerciale ma sarà comunque Alamy a decidere come, quando e con che tipo di licenza saranno vendute le foto
  • i pagamenti saranno effettuati attraverso Paypal e il tetto minimo è di 10$
  • il fotografo deve ovviamente inserire keyword, titolo e descrizione pertinenti all’immagine

E’ evidente che il mercato si sta spostando in questa direzione e i big si muovono di conseguenza, ma chi ci guadagnerà alla fine? Se hai provato questa nuova App fammi sapere cosa ne pensi.

Qui trovi la classifica delle migliori agenzie per la vendita di foto.

16 commenti su “Alamy Stockimo – l’App per vendere foto”

  1. Alberto

    Salve,
    per foto scattate a Roma nel periodo 28-38 come ci si deve comportare in riferimento al committente della foto , al fotografo e al soggetto fisico della foto stessa. partendo da un negativo, all epoca in un certo contesto venivano fatti positivi che prendevano direzioni diverse a seconda delle direttive date in propaganda . grazie

    1. Salve Alberto. E’ una domanda molto specifica. Consiglio di contattare direttamente Alamy. Di solito rispondono in fretta.

  2. giovanni

    ciao.
    Se le mie foto vengono vendute perdo i diritti d’autore?
    grazie

    1. Fabio Nodari

      No, I diritti restano sempre tuoi, a meno che decidi di cederli.

  3. Daniel Bernasconi

    Buongiorno Fabio,

    scrivo per chiedere come posso vendere foto di attori cinematografici, non scattate da me, ma degli anni ’60. Fotografie scattate per i giornali a per esempio Sofia Loren. E’ possibile tramite Alamy o Alamy Stockimo?
    Grazie e complimenti per il suo lavoro.
    Cordiali saluti,
    Daniel

    1. Salve Davide, che sappia io è possibile su Alamy però nel dubbio proverei a contattarli per evitare problemi in futuro.

    2. Rossella

      La mia domanda è: è una App affidabile, ovvero in pratica c’è già qualcuno che è riuscito a vender le sue foto? Perché onestamente non ho trovate molte recensioni positive sul web

      1. Ciao Rossella, l’app è affidabile ma se vuoi vendere è meglio usare il sito e caricare foto scattate con DSLR. La concorrenza è molto grande già per foto professionali, figuriamoci per foto scattate con cellulare.

  4. Jessica

    Salve, avevo un paio di quesiti.
    Le immagini devono essere caricate con che formato in particolare? esempio va bene raw??
    Hanno un’obbligo di periodicità il caricamento delle suddette?
    Grazie Jessica

    1. Salve Jessica, le foto vanno caricate in Jpeg. Per quanto riguarda la periodicità non ci sono regole ma la costanza premia.

  5. Ciao Fabio, una constatazione e domanda, vedo che la tua postproduzione è sempre molto leggera e naturale, ti vorrei chiedere questo: se appunto è preferibile (o addirittura richiesto) lasciare l’immagine il più naturale possibile (lasciando a chi acquista un certo margine di postproduzione ad esempio per la stampa, o se richiesto per non dare un’immagine di un luogo che poi non è effettivamente la sua, oppure in una condizione di luce difficilmente ritrovabile da un ipotetico turista) o se è invece concesso (o anche proprio richiesto) al fotografo dare alle sue immagini vari livelli di interpretazione, a seconda del soggetto, con postproduzioni per così dire “più spinte”, ma che meglio ridiano quell’enfasi all’immagine, alla ricerca anche di quelle particolari emozioni ambientali percepite (dal fotografo)?

    1. Ciao Paolo, non ci sono regole sinceramente. Diciamo che devi un po’ seguire i trend. In certi periodi vanno più di moda foto naturali in altri invece foto “più spinte”.

  6. Stefano

    Ho una domanda relativa all‘articolo da te scritto.
    Dov‘é che l’editore riesce a vedere a quanto la foto è stata venduta?
    Giusto per sapere a quanto ammonta il 20% di quel guadagno sia realmente?

  7. Francesco

    Ciao Fabio e grazie della dritta! Sempre a proposito di Alamy, una volta inviate le foto per aumentare la visibilità dell’immagine occorrerebbe anche selezionare le categorie, le 10 key più rilevanti ecc.
    In realtà queste operazioni richiedono tempo e non so se effettivamente aumentano la visibilità delle immagini e ne valga la pena. Tu come ti comporti?
    Grazie mille!

    1. Ciao Francesco. Io seleziono una categoria anche se effettivamente non serve a mio parere. Per quanto riguarda le keyword io le salvo nel file già in ordine di importanza. Le prime 10 sono quelle più rilevanti così quando il file viene caricato e approvato su Alamy non devo stare a cercare le kw importanti perchè me le ritrovo già tutte all’inizio e faccio più in fretta a cliccarle. Sembra una cosa da poco ma fa risparmiare un po’ di tempo. E’ comunque una cosa importante da fare secondo me.

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