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La prima volta che ho letto dell'esistenza di un'isola il cui nome è Kangaroo Island (isola dei Canguri) ne sono rimasto affascinato. Sentire semplicemente il suo nome evocava nelle mia mente una terra lontana, dalla vegetazione lussureggiante e ricca di animali selvatici: insomma un vero paradiso della natura oltre che per i fotografi.
Morfologia
Per questo mentre organizzavo il viaggio in Australia, Kangaroo Island si è guadagnata un posto di primo piano nel mio itinerario.
Osservando nella cartina quel minuscolo puntino nello stato del South Australia, a pochi Km dalla città di Adelaide, non ci si rende conto delle reali dimensioni dell'isola. Sono rimasto infatti sorpreso dal constatare che non era poi così minuscola.
Kangaroo Island è infatti la terza isola, per dimensione, in Australia dopo la Tasmania e Melville Island. In lunghezza si estende per 150 Km e in larghezza varia da un minimo di 900m a un massimo di 57 Km, per una superficie di 4405 Km quadrati..
Ciò che rende speciale l'isola è l'enorme quantità di fauna selvatica che vi vive indisturbata a motivo della quasi totale assenza di predatori naturali e dell'assenza dell'uomo per diversi secoli. Con una popolazione di soli 4200 abitanti e una gran parte della superficie dichiarata parco nazionale non è difficile immaginare quanto se la spassino gli animali.
Le principali aree protette sono:
Flinders Chase: caratterizzato da particolari formazioni rocciose e santuario di animali in via d'estinzione come le foche neozelandesi.
Seal Bay Conservation Park: una delle mete più famose di Kangarro Island visto che è possibile camminare sulla spiaggia a pochi metri dai leoni marini.
Cape Gantheaume Conservation Park.
Cape Bouguer Wilderness Protection Area.
Ravine des Casoars Wilderness Protection Area.
Se Kagaroo Island è rimasta pressochè intatta negli ultimi anni, è grazie all'esperienza acquisita nel corso dei decenni sulla terraferma. Gli australiani hanno infatti seguito una politica molto severa per la conservazione dell'isola. Quello che non molti sanno, infatti, è che molti animali Australiani sono in pericolo d'estinzione a motivo di gatti,volpi,conigli e altri animali importati senza alcuna attenzione negli scorsi due secoli.
Per fortuna sull'isola non ci sono volpi e gli unici pericoli per la fauna locale sono i gatti selvatici, che vengono però cacciati sistematicamente dai guardaparco, e il fuoco.
I koala sono molto numerosi sull'isola anche se vederli non è semplice perchè dormono 20 ore al giorno.
Il fuoco in Australia
Come per la maggior parte delle cose che riguardano l'Australia, anche il fuoco qui è qualcosa di unico al mondo.
In un recente incendio (Dicembre 2007) sono andati persi circa 1000 Km quadrati equivalenti a quasi un quinto dell'intero territorio (di cui l'85% fanno parte del parco nazionale Flinders Chase).
A differenza di quello che si può pensare però, il fuoco rappresenta per la vegetazione Australiana un'importante risorsa. L'Australia è il continente più vecchio del mondo e anche il più arido. Come conseguenza le piante hanno sviluppato tecniche per la sopravvivenza che hanno dell'incredibile.
 Alcune specie di Eucalipti si scortecciano letteralmente da sole per facilitare la combustione. Il fuoco fertilizza il terreno e le piante non muoiono ma anzi crescono più rigogliose di prima. Visitando l'Australia è difficile vedere un eucalipto il cui tronco non sia stato bruciato almeno una volta. Ovviamente il discorso non vale per gli animali che hanno la sola possibilità di scappare e devono farlo in fretta. Molto in fretta.. Avete presente con quanta velocità brucia l'olio? Bene, tenete presente che le foreste sono per la maggior parte composte da eucalipti le cui foglie sono ricche d'olio (il famoso olio di eucalipto).. Ebbene, quando un albero di eucalipto prende fuoco, le sue foglie esplodono nel vero senso della parola e questo da luogo a un fenomeno che in inglese chiamano fire storm: tempesta di fuoco. Ovvero un incendio che si propaga a velocità elevatissime, fino a 80 Kmh! Per questo in certi periodi dell'anno sono vietati fuochi all'aperto e le strade sono disseminate di tabelle che indicano il livello di pericolo.
Informazioni utili
Per visitare l'isola mi sono affidato a un tour di due giorni con una notte in ostello vicino al parco nazionale.
Noleggiando l'auto si ha la possibilità di essere più autonomi ma il tour mi ha permesso di risparmiare e questa era la priorità. Bisogna anche tenere presente che la maggior parte delle strade non sono asfaltate. Quindi se si visita l'isola nella bella stagione non ci sono problemi altrimenti è meglio un 4x4.
L'isola è raggiungibile con il traghetto o con l'aereo. Dicono che il traghetto sia il più caro del mondo è non stento a crederlo: 40 minuti di traversata costano 92 dollari a testa (70€ e senza auto!!!) : evidentemente una follia..
Il traghetto arriva a Penneshaw e prima di proseguire è consigliabile fare provviste di acqua e cibo per evitare di percorrere km e km in cerca di un negozio.
L'isola è anche famosa per il miele e perchè è il santuario delle api più vecchio al mondo. La cosa incredibile è che le api sono di origine ligure, importate dagli emigranti.. E le loro discentendi sono le uniche al mondo ancora vive dopo che quelle italiane si sono estinte a motivo delle malattie. Per questo è stato fatto un accordo tra Australia e Italia per non spostare le api dall'isola in modo da preservare la purezza della razza. Certo che fare migliaia di Km per vedere le api della Liguria è surreale.. Comunque la visita allo stabilimento merita..
Un'altra attrazione dell'isola è la distilleria di Eucalipto,l'unica rimasta a motivo della concorrenza brasiliana.
L'isola è anche famosa per le sue spiaggie, tra le più belle dell'Australia, che hanno la caratteristica di essere battute da onde molto forti e di essere quasi sempre deserte. Sullo sfondo le famose formazioni rocciose chiamate Remarcable Rocks nel parco nazionale di Flinders Chase
La fauna
Ovviamente l'isola dei canguri non potrebbe essere tale se non ci fossero canguri.. E difatti ce ne sono moltissimi. Durante il giorno preferiscono stare all'ombra a riposare. Di sera però escono tutti all'aperto e lo spettacolo è garantito.Oltre che canguri, ci sono moltissimi wallabi e possum(parenti degli opossum americani), che di notte si avvicinano alle abitazioni in cerca di cibo. I koala diventano più attivi ed è facile identificarli perchè emettono un verso che sembra in tutto e per tutto quello dei cinghiali. Altri animali presenti in quantità sull'isola sono il Bandicoot, la foche neozelandesi e i leoni marini(nel parco Seal Bay Conservation Park è possibile scendere sulla spiaggia e camminargli fianco a fianco, un esperienza davvero unica al mondo), sei specie di pipistrelli e un'infinità di uccelli.
Abbiamo avuto anche la fortuna di vedere qualche echidna (un enorme riccio) che insieme all'ornitorinco (purtroppo non c'è stato verso di avvistarlo) fa parte della famiglia dei monotremi.
I monotremi sono generalmente conosciuti per le loro caratteristiche uniche al mondo: tali animali sono infatti ovipari e non vivipari come tutti gli altri mammiferi. Il loro sistema di riproduzione è infatti simile a quello di rettili e uccelli: depongono uova e le uova possono essere incubate in un nido, come nel caso dell'ornitorinco, oppure in una speciale borsa cutanea, come nel caso dell'echidna ma i piccoli vengono in seguito allattati.
Esistono solo quattro specie di monotremi e sono tutti nativi dell'Australia e della Papua Nuova Guinea.

Conclusioni
Ci sarebbero moltissime altre cose da raccontare su questo posto meraviglioso in cui ho lasciato il cuore. Non si tratta di un'isola tropicale completamente disabitata in cui vi sembrerà di essere a migliaia di km dal mondo civile. No:si tratta di un'isola comunque abitata ma in cui gli animali e la natura sono i protagonisti e l'uomo è una semplice comparsa. Per chi ama la natura e ha la fortuna di recarsi da quella parte del mondo, una visita a Kangaroo Island è d'obbligo, attenzione però: tra gli effetti collaterali c'è la voglia di non tornare più a casa..
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Fabio Nodari
P.S.
Uno speciale ringraziamento a mia moglie con cui ho condiviso questa bellissima esperienza e che mi ha pazientemente sopportato mentre scattavo le foto.. :)
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